Monday, 15 November 2010

I britannici e la beneficienza

© Styleite.com - © Andrew Dunn, from Wikimedia Commons
L'11 novembre era il Remembrance day, a quanto pare qui rigorosamente ricordato. Io non lo sapevo e nei 2 minuti di silenzio (non annunciati) fatti in ufficio ho parlato (si lo so, mi sono sotterrata appena l'ho capito). Appena terminato il silenzio i miei colleghi mi hanno spiegato che l'11 novembre viene ricordata la fine della prima guerra mondiale e lì mi sono sentita ancora peggio, mi sono sentita ignorante. Ecco perchè portiamo il papavero al bavero... E in effetti non mi erano passate inosservate le spille e i veterani che le vendevano per strada ma ero convinta fosse in generale per i veterani di guerra. Chiedere è lecito me lo devo ricordare...

"La beneficenza è parte della vita britannica" dice la Charity Commission, sempre secondo l'ente ci sono infatti 180.000 enti di beneficenza registrati tra Inghilterra e Galles con un profitto di più 52 miliardi di sterline.
Non è difficile notarlo, a Cambridge per esempio c'è una strada (Burleigh St) dove si possono trovare parecchi "Charity Shop", vale a dire negozi dove si può trovare in vendita roba usata di vario genere donata dalla gente il cui poi ricavato va in beneficienza. Il range è parecchio ampio si va da sempilici vestiti, libri ecc fino ad arrivare a mobili e persino vestiti da sposa. Ovviamente il tutto è in uno stato pressochè impeccabile e i prezzi sono invitanti. Un'amica ha comprato parecchi mobili per la casa in ottimo stato, di qualità migliore dell'ikea pagati più o meno la stessa cifra. Io stessa ho comprato parecchi giochi da tavola tra cui Trivial Pursuit, Salti in Mente e Pictionary completi di tutto il necessario, in ottimo stato a circa £2,50 l'uno per non parlare dei libri e mi è capitato spesso di donare vestiti e scarpe dismessi.
Ogni negozio supporta una charity diversa Oxfam è tra le più note ma c'è anche la British Red Cross, la British Heart Foundation, la Cancer Research Uk e per chi ama gli animali la RSPCA e la Cats Protection.

Le imprese e le scuole supportano le charity organizzando gare e giornate a tema. Ad esempio spesso nel mio ufficio fanno il Casual Friday, chiunque aderisce e ha il privilegio di venire a lavoro in jeans deve pagare 2£ che di volta in volta vengono donate ad un ente diverso che viene comunicato, il mese scorso era dedicato alla lotta contro i tumori al seno (Wear it Pink!) e bisognava indossare un capo rosa. A volte sono competizioni e gare come nell'ufficio di Francesco dove fanno spesso gare di torte, ogni pezzo viene venduto a 1 o 2 sterline. Due anni fa mi pare Francesco vinse nella competizione per il Red Nose Day di cui volevo disperatamente la maglietta, sold out dopo poco sul sito. 

© Raceforlife.org - © Rednoseday.com - © Kerrod Trott, via Wikimedia Commons - © Run10k.org
Un'altro modo per supportare gli enti di beneficienza sono le iniziative. Un esempio è Movember a cui Francesco sta partecipando. Consiste nel rasarsi barba e baffi il 1 novembre e lasciare crescere solo i baffi per tutto il mese, si può supportare l'iniziativa e il partecipante facendo donazioni e la causa è la lotta contro il cancro alla prostata. 
Un 'altro esempio sono quelle persone che decidono di scalare una montagna o fare un percorso in bicicletta e poi si fanno supportare per beneficienza. Quest'anno un mio collega ha fatto Cambridge-John of Groats in bici per un reparto pediatrico di un'ospedale. Poi ci sono le maratone e le gare organizzate nelle varie cittadine.


Per supportare i senzatetto è stato creato The Big Issue, un'associazione che produce una rivista venduta per strada direttamente dai senzatetto. La rivista costa £1.70 è settimanale e tratta di attualità. 

Personalmente non ricordo la situazione in Italia in questo contesto, in Inghilterra è molto difficile non rimanerne coinvolti in un modo o nell'altro. 

3 comments:

CyberLuke said...

Ti ricordo io come stanno le cose qui.
Siamo un Paese di poveri di spirito, o comunque lo è chi – poco poco – occupa un ruolo dirigenziale di qualsiasi tipo, che a tutto pensa fourché ad iniziative di questo tipo e 'unica beneficienza che concepisce è quella al suo conto in banca.
Sto ovviamente generalizzando, ma l'impressione che si ricevi qui è quella di una diffidenza verso queste iniziative, specie dopo la diffusione di notizie di qualche farabutto che organizza raccolte fondi fasulle... e, sfortunatamente, questi pochi criminali sputtanano il lavoro onesto di tanti altri che invece la beneficienza vogliono farla sul serio.
Come si dice? fa più notizia una cattiva notizia che una buona notizia.

Nicla said...

IN ITALIA
I ricchi sono taccagni e la gente comune è sempre più "povera".

Comunque iniziative di questo genere (e di altro tipo) ce ne sono e anche tante.

Basta solo ravanare un po' nel torbido.

Nicla said...

ps vogliamo poi veder il Fra con i baffetti! ^^

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